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Limbadi, sorse ad opera di coloni Locresi in epoca magnogreca, il territorio all'epoca come ancora oggi molto fertile. Subì le incursioni Saracene. In epoca medioevale aveva il centro in località Motta Filocastro di cui restano importanti testimonianze con ruderi di un antico castello costruito da Ruggero il Normanno. Venne chiamato "Limdade" per l'anemità del luogo. Il terremoto del 1783 lo distrusse quasi per intero, ricostruito venne nuovamente danneggiato dal sisma del 1905.

La Calabria nella sua storia ha visto alternarsi numerosi popoli e culture provenienti da tutto il Mediterraneo. La regione fu abitata fin dal Paleolitico, confermato dai ritrovamenti nelle Grotte di Scalea (Torre Talao) e del graffito del Bos primigenius a Papasidero.

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Nel Neolitico si hanno insediamenti più sparsi, concentrati specialmente nella parte orientale della Calabria.

L'età dei Metalli portò in Calabria nuove popolazioni, uno degli insediamenti più importanti (risalente alla tarda età del bronzo) è il complesso di Torre Galli vicino a Vibo.

I Greci sbarcarono in massa sulle coste e fondarono un insieme di colonie che divennero ben presto ricche e potenti, tanto da meritare l'appellativo di Magna Grecia.

Varie fasi, con la supremazia di diverse città, caratterizzano questa epoca, Reggio Calabria è stata la prima colonia greca fondata dagli Ioni della costa sicula, poi un gruppo di Achei fondò Sibari, quindi Crotone e Locri, il tutto dal 744 a.C. al 670 a.C.

Il periodo di maggiore interesse è sicuramente quello della colonizzazione dei greci, che nell'VIII sec. a.C. designarono questa punta della penisola con il nome di "Italia".

Itali, infatti, erano chiamati gli abitanti della parte meridionale della Calabria, prima della conquista romana, e quando Roma unificò in un solo dominio le varie regioni, il nome di Italia si estese da sud verso nord, fino ad identificare al tempo di Augusto, nel 42 a.C., tutta la penisola italiana.

Numerose ed inestimabili sono le tracce della civiltà greca lasciate sul territorio calabrese. Il periodo di dominazione romana è ben diverso dallo splendore della Magna Grecia, lo sviluppo sociale ed economico si arresta per lungo tempo, i calabresi ostacolarono l'occupazione dei romani più volte alleandosi con Annibale, ma Roma ebbe la meglio e cominciò a tagliare i boschi della Sila e delle altre montagne della Calabria, causando un dissesto oro-idro-geologico con frane e smottamenti.

Dopo la caduta dell'Impero Romano la Calabria fu in seguito saccheggiata dai Visigoti e dai Goti. I Bizantini ne presero poi il dominio ed è rimasta per secoli sotto la dominazione di Bisanzio, durante il periodo bizantino, la Calabria diventa un fortilizio contro le incursioni dei saraceni che arrivano dal mare. In questo periodo trovano un grande sviluppo anche i monasteri, facendo diventare la regione un ricco centro di trasmissione della cultura antica attraverso la produzione di manoscritti. Purtroppo, solo pochi dei tesori artistici e culturali prodotti in questo periodo sono ancora oggi in Calabria.